Corrado Scagliarini

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Corrado Scagliarini nasce nel 1940 a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Dal 1959 al 1970 collabora con l’architetto Enzo Zacchiroli. Si laurea a Firenze nel 1977 . Dal 1968 al 1978 svolge attività didattica come titolare della cattedra di
Architettura e Arredamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Bologna e come assistente del prof. Dall’Acqua presso la facoltà di Ingegneria di Bologna. Nel 1971 a Bologna fonda il suo studio di architettura, svolgendo attività di progettazione urbanistica e design. Lo studio attualmente vede come collaboratori stabili: Stefano Stancari, Laura Barbieri, Luca Sani, Elena Caroli, Carlotta Ponzellini, Piero Saretta, Enrico Melchiorre e Antonella Sanmartini. Diverse sono le collaborazioni progettuali con lo studio TASCA di Bologna. Tra i premi vinti vi sono il primo premio al Concorso per il Centro Civico di San Matteo della Decima e il primo premio Concorso
Internazionale ad inviti “Progetto Pilota 2008” indetto dalla CEI per la progettazione di un nuovo complesso parrocchiale a Porto Recanati (AN). Diversi sono i progetti pubblicati, molti dei quali sono raccolti nella monografia Corrado Scagliarini. Spazi costruiti. A cura di C.Tartari, E.Brigi, P.Molteni. Prefazione Giuliano Gresleri. Officina Edizioni, 2000, Roma.

“Scagliarini è “Maestro d’Arte”; diplomato al Liceo Artistico di Bologna, arriva come studente lavoratore alla Facoltà di Firenze all’inizio degli anni ’60. In giro lo si vede pochissimo, quel tanto che serve per “prendere le presenze”. Il resto del suo tempo trascorre nello studio di Enzo Zacchiroli a Bologna, accanto ad un progettista già molto noto come Bruno Nanni. Scagliarini ha sempre dichiarato che questa è stata la sua “vera scuola” e sua giovanile passione. Apprende così a leggere Aalto, prima di vederlo dal vivo durante un viaggio in Finlandia.” – “…Eccezione unica tra i “bolognesi”, egli entrò subito in contatto col “mestiere”: subito in cantiere, subito sul tavolo da disegno, subito impegnato a
completare importanti progetti;…Scagliarini viene così a contatto con quella “continuità” emanata dall’ambiente fiorentino e ripercorre a scadenze ravvicinate tutte le tappe del mito nordico, traducendolo con grande destrezza in nuove domestiche soluzioni, ogni volta “ricominciando da capo” o, meglio, come egli ama raccontare, affrontando ogni progetto come fosse la prima volta….Scagliarini ebbe subito modo di misurare i suoi primi progetti con quelli degli architetti che sentiva più congeniali: l’Utzon del Villaggio di Helsingor (1958-59), grande rivelazioni di quegli anni, le opere dello svizzero Gisel e il vecchio Alfred Rooth, ancora capace di audaci virtuosismi col ‘beton brut’.” – “… l’idea di accostare materiali antichi e moderni secondo criteri che consentono sempre autonoma leggibilità della parti (dal gene- rale al particolare) si definisce in termini di linguaggio espressivo maturo e compiuto…” ***

*** brani tratti da CORRADO SCAGLIARINI: L’ARCHITETTURA RESISTE di Giuliano Gresleri in Cristina Tartari, Elena Brigi, Pierluigi Molteni (A cura di); Prefazione Giuliano Gresleri. CORRADO SCAGLIARINI. SPAZI COSTRUITI. Officina Edizioni, 2000, Roma. 191 pp. – ill.